Canto clandestino. Un progetto, un evento, un rito teatrale

A cura di Teatro degli Incontri e di tutte le comunità coinvolte

Immaginate una piazza, un parco, una città. Immaginate che un giorno quegli spazi si riempiano di persone. E che da quegli spazi comincino a sorgere i sussurri, le voci, le note, di un canto clandestino.
Canto Clandestino è un evento e spettacolo teatrale che ha avuto le prime presentazioni pubbliche a partire dal mese di gennaio 2018. Coinvolgendo, oltre al numeroso nucleo stabile degli attori e performer di Teatro degli Incontri, decine e decine di persone, che con la loro presenza e il loro impegno testimonieranno la forza e le necessità delle domande che questo grande evento pone al suo centro.
Canto Clandestino è un rito civile, per ricordare tutte le persone che venendo in Italia, viaggiando per raggiungere il nostro continente, non ce l'hanno fatta.
E nello stesso tempo porrà domande a tutti noi su cosa è la nostra cultura in questo momento, come siamo disponibili o non disponibili ad accogliere e accettare, come siamo aperti o chiusi alle differenze che incontriamo nella nostra vita, come, anche all’interno del nostro paese, vediamo o chiudiamo gli occhi verso tante forme di vita clandestina, difficile, minacciata.
Perché clandestino vuol dire sì privo di documenti, ma anche fuori legge, fuori regola, non riconosciuto, non accettato, reso invisibile.
Canto Clandestino si chiama così per questo, per dare vita e voce a tutto quello che è nascosto, non dichiarato, a tutto quello che non si può e non si deve sapere.

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Le prove e lo spettacolo
Il lavoro consiste nella lettura e nella recitazione di alcuni brani di Un canto clandestino saliva dall’abisso di Mimmo Sammartino, che sarà presente dando lui stesso voce ad alcune parti del canto. Pubblicato da Sellerio, il testo prende spunto dalla vicenda della cosiddetta "nave fantasma", una nave affondata al largo delle coste siciliane nell’anno 1996, che per molti anni rimane “clandestina”, perché i racconti dei sopravvissuti non vengono creduti.
Fino al momento in cui un pescatore siciliano di Portopalo al cui largo è avvenuto il naufragio, rompe il silenzio e l’omertà sul fatto accaduto, indicando il luogo del naufragio. Questo succederà solo nell’anno 2001.
Nella scrittura di Sammartino di questo avvenimento parlano tutti. Molti sono i personaggi reali: gli abitanti del piccolo paese di Portopalo, i pescatori del luogo, il commissario di polizia che cerca una difficile verità, i migranti sopravvissuti al naufragio.
Ma parlano anche gli abitanti mitologici del mare: le sirene, le onde, il mare stesso.
E parla chi di quell’evento ha patito le conseguenze dall’altra parte del mare: le madri delle vittime, gli abitanti dei paesi da cui i migranti sono partiti.

Il pubblico, durante l’evento, assisterà, a volte tutto insieme, a volte diviso in quattro grandi cerchi, alle azioni, alle parole, alle immagini che il testo suggerirà.
E nei cerchi verrà egli stesso coinvolto alla costruzione di azioni teatrali, partendo dall’uso di materiali semplici (acqua, terra, vestiti, arance, bottiglie di plastica), diventando a sua volta attore di alcune scene, realizzando azioni ed immagini che poi entreranno a far parte dello spettacolo. Azioni che saranno viste da tutti, dagli spettatori convenuti nel luogo della perfomance ma anche dall’eventuale pubblico casuale che si potrà fermare ad assistere all’evento, che sarà pubblico,
gratuito e aperto a tutti.
Tante voci e tanti punti di vista per raccontare la stessa storia, storia che partendo dall’esperienza concreta di un gruppo di migranti pone alcune domande fondamentali per tutti noi oggi: "Chi è, davvero, il padrone della terra, del mare, chi è il padrone dei nostri sogni?"

Le comunità coinvolte
Molte voci, che Teatro degli Incontri vorrebbe ancora moltiplicare, chiedendo a tutte le comunità formali e informali interessate, di entrare nello spettacolo con il proprio contributo poetico, culturale, politico e la propria testimonianza. Le comunità prepareranno per lo spettacolo un'azione che testimoni il loro esserci e il loro vivere in Italia oggi, con i propri valori e gli atti più cari al proprio agire. Azioni come dono alla cerimonia e al rito collettivo che potranno essere di vario tipo ed utilizzare elementi visivi e d’immagine, oggetti, elementi musicali, elementi testuali.

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Canto Clandestino sarà festa umana e collettiva, sarà laboratorio di arte partecipata, sarà intervento nella città, aprendosi alla visione anche dello spettatore casuale, di chi passerà da quei luoghi e spazi coinvolti, che incontrerà l’arte nella forma di un grande rito laico, pieno di commozione e di poesia.
Sarà un atto poetico e politico, che chiederà a tutti, performer, comunità, spettatori, di diventare testimoni, con la propria presenza e con la propria azione, di una vicinanza alle persone e alle vite in pericolo, testimoni di una visione più larga e inclusiva e capace di rimettere al centro l'umano, sempre.




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17/11/2019 15:00:00 17/11/2019 16:15:00 Europe/Rome BOOKCITY: Canto clandestino. Un progetto, un evento, un rito teatrale A cura di Teatro degli Incontri e di tutte le comunità coinvolte - <p>Immaginate una piazza, un parco, una città. Immaginate che un giorno quegli spazi si riempiano di persone. E che da quegli spazi comincino a sorgere i sussurri, le voci, le note, di un canto clande Castello Sforzesco, piazza Castello 1, Milano BOOKCITY MILANO segreteria@bookcitymilano.it false MM/DD/YYYY