Testimoni del nulla

Con Domenico Quirico e Marco Tarquinio

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Molti capitoli drammatici della storia recente – guerre, catastrofi naturali, rivoluzioni, tirannidi – sono stati documentati da inchieste, scoop, fotografie, libri. Raccontare era doveroso e aveva a volte anche una straordinaria efficacia ai fini del cambiamento: si scendeva in piazza, si raccoglieva denaro, si interpellavano con forza i decisori politici. Dal conflitto in Vietnam alla carestia in Etiopia, avevamo avuto la prova che rompere la scorza di silenzio intorno alla realtà era un’arma importante in mano ai media e ai cittadini. Rendere testimonianza di ciò che accadeva in luoghi lontani poteva muovere all'indignazione, alla decisione. Alla commozione, almeno. Poi qualcosa è cambiato. Il massacro siriano scorre nel silenzio da nove anni; i disperati che attraversano il mare sono maledetti, derisi, insultati, respinti; i razzisti aumentano in Occidente voti e potere. Eppure ci sono inchieste, filmati, reportages a raccontare la barbarie subita da tante donne, da tanti uomini, da tantissimi bambini. Questo libro ripercorre alcuni dei capitoli più drammatici degli ultimi 40 anni – dalla carestia in Somalia alla guerra in Siria, all'epidemia di Ebola, fino all'esodo incessante di migranti dall'Africa – alternando vividi ricordi di esperienze vissute drammaticamente in prima persona alla riflessione sul senso e sull'utilità di questo ricordo. La testimonianza non ha alcun effetto. Non ce l’ha sui carnefici, ma più in generale non ce l’ha sul mondo. Chi ostinatamente vuole continuare a raccontare deve porsi delle domande nuove. Che cosa si deve dire? Chi includere? Chi evocare? Come scrivere? Scrive Domenico Quirico: «Abbiamo portato una testimonianza: per nulla. Abbiamo detto quello che sapevamo: per nulla. Talvolta ci chiediamo se non abbiamo sbagliato scelta, se non abbiamo parlato d’altro tacendo l’essenziale». Quella che è venuta meno, forse, è la presenza di luoghi di incontro e condivisione in cui la testimonianza lievita e può diventare consapevolezza. La testimonianza avrebbe bisogno, come un tempo, di sedi di partiti, parrocchie, circoli, sindacati, scuole per non restare afasia e silenzio. In un mondo di singoli davanti a un computer, l’odio ha dimostrato di funzionare meglio con le sue bugie che la narrazione con la sua complessità. Ma non si deve rinunciare a nominare e descrivere la realtà. Bisogna che ancora gli uomini guardino e ascoltino perché poi scelgano, decidano, si indignino o almeno si commuovano.

Domenico Quirico, inviato de “La Stampa”, ha raccontato le vicende dell’Africa degli ultimi vent'anni. Ha attraversato il Mediterraneo su una barca di migranti, è stato sequestrato dai soldati di Gheddafi in Libia nel 2011 e dai jihadisti siriani nel 2013. Tra i numerosi libri, i più recenti legati alla sua esperienza di giornalismo di presenza sono: Primavera araba. Le rivoluzioni dall'altra parte del mare (2011) per Bollati Boringhieri; Il paese del male. 152 giorni in ostaggio in Siria (2013), Il Grande Califfato (2015), Esodo. Storia del nuovo millennio (2016), Ombre dal fondo (con P. Piacenza, 2017), Morte di un ragazzo italiano (2019) e La sconfitta dell’Occidente (2019) per Neri Pozza; Che cos’è la guerra (2019) per Salani. Per Laterza è autore di Succede ad Aleppo (2017), che ha vinto il Premio Terzani 2018.

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