Dire di sé, parlare al mondo. Scrivere memoir

Con Iaia Caputo, Antonio Franchini e Helena Janeczek

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In questo piccolo, saporito romanzo di formazione, Iaia Caputo intreccia le passioni di una vita raccontando attraverso il cibo – assaporato, divorato, rifiutato, gustato, cucinato, condiviso - l’atmosfera di un’intera generazione.
Affidandosi alla memoria del gusto, l’autrice ricostruisce il dispiegarsi di una vita: dall’infanzia anni Sessanta a Posillipo, scandita da riti, regole e felici solitudini, da grandi letture e un sentimento di inappartenenza che la spingerà a scavalcare i recinti per correre sempre più avanti, a una giovinezza improntata alla passione politica, condita da arancini afferrati al volo per strada e interminabili riunioni alla nicotina. Fino alla maturità milanese, laboriosa e inquieta, dove la guantiera di dolci non è che una copia sbiadita delle paste barocche della sua città. Mentre profumi e sapori di ieri si alternano a un presente insonne e vorace, l’autrice va avanti e indietro nei ricordi e si sofferma sui legami familiari, sui temibili pranzi della domenica, sullo sfarinamento di un mondo che prelude al crollo, per approdare a quel “fazzoletto di terra d’esilio” da cui sgorga la voce della scrittrice, tesa a testimoniare il suo tempo attraverso lo sguardo sfocato e insieme infallibile della letteratura. Un viaggio esistenziale dove ogni lettore può riconoscere i gusti della propria esistenza. Perché, al di là della geografia e della storia personale, la memoria si scompagina e si ricompone per tutti allo stesso modo e - come scrive Iaia Caputo - la memoria è inconsolabile. Perché nel rievocare un sapore, un odore, un suono del passato giunge la consapevolezza di averlo perduto, e perduto per sempre.

Iaia Caputo, per molti anni giornalista, è scrittrice e traduttrice. Autrice dei saggi Mai devi dire, Di cosa parlano le donne quando parlano d’amore (Corbaccio), Le donne non invecchiano mai, Il silenzio degli uomini (Feltrinelli), e dei romanzi Dimmi ancora una parola (Guanda), Era mia madre (Feltrinelli). I suoi libri sono stati tradotti in Spagna, Portogallo, Croazia. Tiene corsi di Scrittura Creativa e workshop di Scrittura Autobiografica a Milano, in diverse cittàitaliane e alla Scuola Holden di Torino. Il suo sito èwww.iaiacaputo.it.

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Il gusto di una vita, Iaia Caputo, Enrico Damiani Editore

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