#BCM18 - Diario di bordo - Sabato 17 novembre

Ormai si è fatta sera e passeggiando per le vie di Milano sento i piedi stanchi per aver camminato tutto il giorno. Al contrario nella mia testa corrono mille pensieri che non riescono ad arrestarsi. Oggi ho avuto modo di ascoltare presentazioni di relatori appassionati, domande di ascoltatori interessati e ho percepito una gran voglia di partecipazione e condivisione. Nulla mi ha lasciato indifferente. Dalle riflessioni profonde su un classico intramontabile quale I promessi sposi alle problematiche affrontate negli eventi dedicati all’editoria moderna. Ma la bellezza è data anche dall’atmosfera. Vedere volti di persone di ogni età che con interesse desiderano partecipare agli eventi è davvero stimolante. Vedere genitori con bambini piccoli che mentre ascoltano i relatori intrattengono il figlio, seduto sulle loro gambe, con qualche silenzioso giochino improvvisato lo è ancora di più. Danno l’idea che le parole che sentano meritino proprio di essere ascoltate. In un mondo in cui, spesso, sono i contenuti sintetici, le foto emblematiche, i tweet rapidi a governare, è stato emozionante vedere quanto interesse il pubblico avesse per dedicare tempo a ascoltare ragionamenti legati solo in parte all’attualità. Ed è per questo che la mia testa non arresta i suoi pensieri. Ho ricevuto una moltitudine di spunti di riflessione e ancora devo renderli miei, e lo farò magari leggendo uno dei libri che oggi mi sono stati presentati. La varietà degli eventi proposti ci invita a spaziare tra argomenti molto diversi, venendo in contatto con opinioni diverse. E in effetti dovremmo imparare sempre a coltivare il campo della nostra anima con semi di ogni tipo, con apertura nella valutazione di ogni innovazione ma senza dimenticare le basi da cui abbiamo appreso come seminare.

Cultura non è erudizione, Cultura è mezzo per pensare. Credo che nulla sia più difficile per l’orgoglio umano del cambiare opinione. Cultura è un buono strumento per porsi sempre più domande e trovare buoni motivi per sviluppare umiltà di giudizio. Un umiltà necessaria per essere onesti con la realtà, con se stessi e liberi da ogni tipo di pregiudizio. Liberi di poter pensare. Credo che BookCity inviti a leggere libri per essere liberi.

di Elena Ferrazzi - Università Cattolica del Sacro Cuore


Cos’è la trattativa Stato-Mafia? Quando mi siedo sulla poltrona so già di cosa stiamo parlando. Perché io sono nato l’anno della strage di Capaci, dell’omicidio di Borsellino e della sua scorta. Sono nato quando Toto Riina ricattava lo Stato con le bombe e lo Stato cominciava a trattare. Mia madre è siciliana. Sai quante storie ti raccontano giù. Cos’è un morto di Stato? Quando mi alzo dalla poltrona per applaudire Nino Di Matteo, magistrato della Repubblica sotto scorta dal 1993, conosco di nuovo la risposta. Perché quando ti insegnano cos’è la Mafia te ne raccontano tante, di storie. Di storie di Stato. Di storie di guerra, che guerra non è.

Con i libri si immagina, si ride, si vive con le parole un’emozione bella, pura e immensa, ma BookCity è anche i libri sporchi, osteggiati e ostacolati, le inchieste lunghe e difficili o le storie annebbiate, insabbiate, rese dense e sfuggenti. Gli uomini e le donne che hanno percorso queste storie sono da esempio per chi li legge e ci insegnano a cercare sempre la verità e non rassegnarsi mai a non capire o non comprendere qualcosa. Ci insegnano a lottare e non venire meno ai nostri ideali e alla nostra urgenza di conoscere, per poi raccontare, raccontare sempre con tutte le parole a nostra disposizione. La Memoria sulla Mafia è ancora fresca e viva, la mia generazione la conosce ma, come qualcuno ha giustamente detto oggi, se ne parla come di qualcosa di antico, di vecchio. Una storia passata, un pericolo che ormai non c’è più, di cui ci siamo liberati. Ma la Mafia è ancora lì, più viva che mai e in molti hanno cercato di dircelo in questi anni. La condanna del 20 aprile di quest’anno porta finalmente alla luce quasi venticinque anni di nuova memoria legata al periodo delle stragi e della Trattativa. Farne un libro è un atto di forza, un grido spesso anche contro l’indifferenza e non vuole essere un punto di arrivo ma un punto di inizio per raggiungere la verità.

Uno dei più grandi scrittori italiani che ha parlato di Mafia è stato Leonardo Sciascia e come lui tanti giornalisti e altrettanti scrittori hanno negli anni raccontato storie difficili, storie talvolta nascoste o crudeli o addirittura pericolose. Storie per cui i loro autori hanno subito minacce, intimidazioni, hanno vissuto anni sotto scorta e nella paura. Il potere dei libri è anche questo. È quello di spezzare il silenzio e raccontare quelle storie che nessuno ha il coraggio di raccontare, di mettere sulla carta e nella memoria di tutti coloro che leggono le immagini e le voci di quelli che non hanno potuto raccontare o perché senza i mezzi o perché uccisi prima di poterlo fare. Sono storie spesso cruente, di uomini e donne lasciti soli a lotte quasi impossibili, ma anche storie di grande coraggio e grande dedizione, di determinazione e fame di verità, fame di giustizia. Questi libri hanno anche il grande compito di ricordare. Ricordare i suoni, i colori di quello che è accaduto, la realtà così come è stata vissuta di modo che nessuno venga dimenticato. E la memoria ha bisogno di tutte le storie a sua disposizione. La Storia è quella che scriviamo per chi verrà domani, perché tutto il cammino non venga perduto. Senza avere paura di parlare di ciò che è difficile, perché esiste ancora un mondo per cui vale la pena scrivere.

di Bleiz Del Sette - Conservatorio di Milano


BookCity Milano è un’esperienza a tutto tondo, un’ occasione per conoscere e per conoscersi grazie alla mediazione di grandi maestri: scrittori, artisti, fotografi che si interagiscono con la cittadinanza in maniera attiva.

Al Palazzo Reale partendo dalla Sicilia Ferdinando Scianna trasporta gli ascoltatori in un viaggio iconografico che abbraccia più continenti. Con la profondità di un antropologo percorre i ricordi di una vita, immergendo il pubblico in un percorso di ricordi ed emozioni; l’atmosfera è quella di un racconto profondo e condiviso, che partendo dall’esperienza del fotografo siciliano riesce a coinvolgere qualsiasi persona, valicando barriere temporali e spaziali. Alla società Umanitaria viene affrontato il tanto frequentato tema dell’amore da una prospettiva nuova: Eva Cantarella celebra la diversità dell’amore nel tempo e nello spazio, concentrandosi nel mondo greco e romano. Un’accurata analisi di queste società antiche porta a scoprire particolari inediti, spesso travisati o malintesi. É il quasi involontario paragone tra ciò che oggi definiamo amore e questo concetto trasposto nel passato a delineare con più forza i connotati del mondo greco e romano.

BookCity si rivela dunque una manifestazione che si propone di riunire coloro che, nella loro diversità, condividono una passione o semplicemente, spinti dalla curiosità, si prestano ad ascoltare qualcosa di nuovo.

di Alice Rossi - Università Bocconi

Pubblicato in Bookcity il 18/11/2018