“Lewis W. Hine. American Kids" Visita guidata alla mostra fotografica del celebre autore statunitense specializzato in inchieste sulla condizione minorile di poveri e immigrati negli Stati Uniti di inizio ‘900 - I TURNO

Ente Promotore

Alessandro Luigi Perna e Eff&CI - Facciamo Cose di Federica Candela

Scuole di riferimento

Superiori

Fascia di età

14-15 anni, 16-18 anni

Dedicato a

Progetto aperto

Luogo

Fuori da scuola - La Casa di Vetro, via Luisa Sanfelice 3, 20137, Milano

Numero massimo iscrizioni

1

Obiettivi e descrizione progetto

Visita guidata alla esposizione fotografica “Lewis Hine. American Kids” dedicata alle condizioni di vita e di lavoro dei figli delle classi sociali più povere e degli immigrati (per lo più europei, tra cui tantissimi italiani) negli Stati Uniti dei primi del ‘900. In programma fino al 25 gennaio 2020, la mostra è stata realizzata con le più belle fotografie, molte delle quali poco conosciute, della collezione della National Child Labour Committee conservata negli archivi della Library of Congress. Autore delle immagini è Lewis Wickes Hine, il celebre maestro della fotografia sociale, di ritratto e di reportage che ha ispirato i grandi autori americani degli anni ‘30 (in primis Dorothea Lange). L’iniziativa fa parte di History & Photography (www.history-and-photography.com), un progetto rivolto al grande pubblico e a scuole e università che ha per obiettivi raccontare la storia con la fotografia (e la storia della fotografia), valorizzare gli archivi fotografici storici (e i relativi autori) sia dal punto di vista documentale che estetico, rendere le loro immagini fruibili a tutti e infine utilizzarle per supportare l’insegnamento della Storia Contemporanea sia dal vivo che via Internet. Per i suoi contenuti e i suoi aspetti innovativi in campo educational, Rai Scuola ha definito il progetto History & Photography “un unicum in Italia (e forse nel mondo)” - http://www.raiscuola.rai.it/gallery-refresh/i-have-a-dream-la-lotta-per-i-diritti-civili-degli-afroamericani-dalla-segregazione-razziale-a-martin-luther-king/1616/0/default.aspx.

Tempistiche

Data delle visite guidate: 14 novembre 2019, giornata di BookCity dedicata alle scuole

I Turno: 9.00 - 10.45 


Materiali messi a disposizione dall’ente promotore

Per la durata della visita guidata sarà fornito agli studenti un pdf cartaceo con i testi di approfondimento in generale sulla mostra e in particolare su ciascuna delle 62 immagini esposte. Su richiesta il pdf sarà poi spedito a insegnanti e alunni via mail.

Risultati Attesi

Libro e Autore

Informazioni utili per gli insegnanti

LA MOSTRA E LA NATIONAL CHILD LABOUR COMMITTEE Come nel film di Sergio Leone “C’era una volta in America”: per il progetto History & Photography – La Storia raccontata dalla Fotografia (www.history-and-photography.com), in anteprima nazionale a la Casa di Vetro (www.lacasadivetro.com) di Milano propone al pubblico fino al 25 gennaio 2020 l’esposizione “Lewis W. Hine. American Kids.”, dedicata alle condizioni di vita e di lavoro dei figli degli immigrati (per lo più europei, e tra loro tantissimi italiani) e delle classi sociali più povere negli Stati Uniti dei primi del ‘900. In programma fino al 25 gennaio 2020, curata da Alessandro Luigi Perna (www.alessandroluigiperna.com) e prodotta da Eff&Ci – Facciamo Cose di Federica Candela (www.effeci-facciamocose.com), la mostra si compone di circa 60 riproduzioni digitali da stampe originali selezionate tra le più belle immagini (tra cui molte poco conosciute) della collezione della National Child Labour Committee, la principale organizzazione privata senza fini di lucro protagonista del movimento nazionale di riforma del lavoro minorile negli Stati Uniti a cavallo tra il XIX e il XX secolo. La sua missione era quella di promuovere "i diritti, la consapevolezza, la dignità, il benessere e l'educazione dei bambini e dei giovani in relazione al lavoro." A scattare le foto, oggi conservate alla Library of Congress, Lewis Wickes Hine, il celebre maestro americano della fotografia sociale, di ritratto e di reportage che ha ispirato i grandi autori americani degli anni ‘30 (in primis Dorothea Lange) che hanno raccontato la Grande Depressione e il New Deal del presidente Franklin Delano Roosevelt . IN ESPOSIZIONE I FOTOREPORTAGE SOTTO COPERTURA DI HINE Lewis W. Hine realizza le immagini come fotografo investigativo per la NCLC (National Child Labour Committee) tra il 1908 e il 1924. Un lavoro pericoloso che spesso lo rende vittima di minacce di violenza o addirittura di morte da parte di vigilantes, capisquadra delle fabbriche e datori di lavoro della manodopera agricola. Per entrare in miniere e fabbriche, Hine spesso si spacciava per un vigile del fuoco, un venditore di cartoline o fotografo industriale che ritraeva macchinari. Le sue ricerche ci conducono attraverso un universo a se stante composto da giovani e giovanissimi impegnati nella lotta quotidiana per sopravvivere e continuare a inseguire il sogno americano. Un sogno che sembra essersi avvitato su se stesso. Il lavoro minorile infatti, sottopagato e perciò molto richiesto (il 18% della forza lavoro americana ai primi del ‘900 è composto da minori sotto i 16 anni), toglie opportunità ai padri che si ritrovano disoccupati e dipendenti dagli stipendi dei loro figli. Avviliti, frustrati, con la convinzione di essere dei falliti incapaci di mantenere le loro famiglie, quegli stessi padri abbandonano spesso il loro nucleo familiare, costringendo a nuovi sforzi proprio i loro figli, sempre più condannati a una dimensione lavorativa da adulti. Con una logica da fotoreporter, ma con un’estetica da ritrattista, Hine ci racconta la vita sul lavoro e in strada di milioni di ragazzini figli di immigrati e delle classi sociali più povere. Ci mostra infatti il lavoro nei campi, nelle fabbriche, nelle miniere, in strada, nelle case. Li segue mentre recuperano dalle discariche tutto ciò che può essere utile, da rivendere o da bruciare per riscaldarsi. Li riprende nelle scuole, quando hanno la fortuna di poterle frequentare. Indaga sui loro passatempi – i giochi sui marciapiedi, il cinema, il biliardo... E ce li fa infine vedere mentre rubano o stanno agli angoli delle strade in bande violente che si contendono i quartieri o si misurano tra loro quando le squadre di baseball preferite si ritrovano negli stadi, dando vita alla forma moderna di violenza tra tifoserie. I MINORI ITALIANI IN USA In quell’America di inizio ‘900 presa d’assalto dai migranti europei, malvisti dalle classi sociali più povere di meno recente immigrazione, a essere protagonisti della criminalità sono proprio i ragazzi italiani. Dal 1876 al 1900 arrivano negli Stati Uniti circa 800.000 compatrioti. Ma nei primi quindici anni del nuovo secolo la loro presenza si intensifica fino ad arrivare a 3.500.000. Gli Italiani sono solo il 6,5 % della popolazione ma il 30% delle bande giovanili di quartiere, spesso molto violente, è composto proprio da nostri connazionali. Anche nei riformatori i nostri ragazzi raggiungono percentuali simili. Secondo un’inchiesta del 1904, tra i detenuti minorenni nati negli Stati Uniti, i ragazzi italiani rappresentano oltre il 28%, seguiti poi da Russi, Tedeschi e Canadesi. In maggioranza sono condannati per reati di lieve entità: ubriachezza, vagabondaggio e piccoli furti. A spingerli a trasgredire la legge è l’estrema povertà e le paghe spesso misere di lavori duri e precari. Molti poi sono i ragazzi giunti senza famiglia in America alla ricerca di opportunità che spesso non si presentano. Pochi poi sono i minori italiani che frequentano le scuole. A essere penalizzate sono soprattutto le bambine che rimangono a casa per aiutare le madri nei lavori a cottimo (per esempio il confezionamento di abiti). Ma anche i maschi disertano le scuole, spesso per la difficoltà a inserirsi e per le discriminazioni che subiscono – per il modo di parlare, di vestire... Secondo alcune ricerche dell’epoca, il 77% dei ragazzi italiani ha un ritardo scolastico di almeno un paio d’anni rispetto ai coetanei di altra provenienza – è la percentuale più grande tra gli immigrati europei. A subire maggiormente il razzismo della scuola americana verso i nuovi arrivati sono però i figli dei meridionali, considerati diversi da quelli provenienti da famiglie dell’Italia settentrionale e descritti come incapaci perché “mentalmente inferiori”. Altissima, secondo alcune ricerche, è poi tra gli Italiani immigrati la mortalità infantile sotto i 5 anni: si arriva a punte del 92,2 % contro una media cittadina del 51,5%. A uccidere di più sono morbillo e tubercolosi. E in particolare a essere colpite da quest’ultima malattia sono bambine e ragazze. IL PROGETTO HISTORY & PHOTOGRAPHY L’iniziativa fa parte di History & Photography (www.history-and-photography.com), un progetto rivolto al grande pubblico e a scuole e università che ha per obiettivi raccontare la storia con la fotografia (e la storia della fotografia), valorizzare gli archivi fotografici storici (e i relativi autori) sia dal punto di vista documentale che estetico, rendere le loro immagini fruibili a tutti e infine utilizzarle per supportare l’insegnamento della Storia Contemporanea sia dal vivo che via Internet. Ideatori, curatori e produttori del progetto H&P sono Alessandro Luigi Perna (www.alessandroluigiperna.com) e Eff&Ci – Facciamo Cose di Federica Candela (www.effeci-facciamocose.com). “UN UNICUM IN ITALIA”: L’INNOVATIVA OFFERTA LIVE E WEB PER SCUOLE E UNIVERSITÀ A scuole e università il progetto History & Photography propone visite guidate, foto-proiezioni dal vivo (sia presso la sede espositiva che negli spazi scolastici) e l’innovativa possibilità offerta ai docenti di tutta Italia (per esempio a chi è impossibilitato a visitare l’esposizione con i propri allievi) di utilizzare in classe le foto in mostra per fare lezione (sia mentre è in corso che una volta terminata l’esposizione) visionandole in slide show sulle lavagne digitali. Le modalità di accesso alle immagini prevedono l’utilizzo di un un link riservato e di una password a tempo – una soluzione inedita per rendere concreto il concetto di scuola digitale e connessa. Per i suoi contenuti e i suoi aspetti innovativi in campo educational Rai Scuola ha definito il progetto History & Photography “un unicum in Italia (e forse nel mondo)” - http://www.raiscuola.rai.it/gallery-refresh/i-have-a-dream-la-lotta-per-i-diritti-civili-degli-afroamericani-dalla-segregazione-razziale-a-martin-luther-king/1616/0/default.aspx.

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