Ognuno riconosce i suoi: riattraversare gli anni ’70 e ’80 attraverso la storia di una famiglia

Ente Promotore

Neri Pozza Editore

Scuole di riferimento

Superiori

Fascia di età

14-15 anni, 16-18 anni

Dedicato a

Progetto aperto

Luogo

A scuola

Numero massimo iscrizioni

10

Obiettivi e descrizione progetto

“Dimmi: che cos’è che Adamo portò con sé dal Paradiso? Che cos’è ciò con cui i bambini giocano e che poi, crescendo, buttano via? Che cos’è la pietra che vale più della mucca che ne viene colpita? Che cos’è che è dappertutto ma nessuno riesce mai a vedere? Di che cosa sono più ricchi i poveri che i ricchi?” Luca rastello, Piove all’insù, Bollati Boringhieri “A me sembra che al mondo esistano solo storie che restano in sospeso e si perdono per strada.” I. Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore. Gli anni Settanta sono stati un passaggio fondamentale della storia d’Italia, un tempo di crescita e trasformazione delle relazioni tra le diverse componenti della società (vecchi e giovani, genitori e figli, donne e uomini, ricchi e poveri…); eppure, nella percezione più comune, tanta ricchezza ha ceduto la scena all’immagine del Piombo, ossia dei conflitti radicali e drammatici che hanno portato violenza e morte nelle strade delle nostre città e nelle famiglie di molti Italiani. Il lutto per l’impressionante numero di persone uccise dall’eversione armata e dalle stragi sembra ancora difficile da elaborare: la tragedia, troppo recente e ancora troppo rifratta nelle testimonianze e nelle interpretazioni, continua a produrre ricordi soggettivi o tentativi di rimozione, e non sembra portare alla costruzione di una memoria condivisa. In questo quadro, la finzione narrativa può suggerire una via poetica di elaborazione, distinta da quella della ricostruzione storica, ma non meno importante: si pensi al valore di opere come Pastorale americana dello scrittore Philip Roth o Anni di Piombo, della regista Margarethe Von Trotta. Nel romanzo Ognuno riconosce i suoi, la ripresa della lezione del romanzo storico, con il convenzionale impasto di verità e finzione, permette di riattraversare una stagione tuttora divisiva attraverso una sorta di “autobiografia nazionale” (secondo le parole di Demetrio Paolin - La Lettura 25 novembre 2018), ossia mediante il ritratto corale di una famiglia che, come molte di quel tempo, raccoglieva in sé le esperienze e i conflitti che animavano la società intera. La voce narrante, Caterina, è colei che si fa carico di questa testimonianza personale e corale allo stesso tempo, muovendo una sorta di inchiesta privata e ricomponendo, come in un puzzle, ciò che è stato e ciò che merita d’essere salvato. Nel percorso proposto, l’occasione di dialogo con l’autrice si unisce al suggerimento di una documentazione saggistica e multimediale (frammenti di interviste, filmati documentari e cinematografici), non esaustiva ma utile a far emergere, tra le altre cose, la genesi della scrittura del romanzo: l’istenza poetica che la muove, il rapporto con le fonti storiche e artistiche, l’intenzione dell’opera. Obiettivi: 1.Competenze storiche e di cittadinanza: Stimolare la curiosità e il desiderio di approfondimento del recente passato e, in particolare, di una stagione tristemente poco attraversata dal curriculum dell’istruzione superiore, a dispetto della ricchezza documentaria e della facile accessibilità delle testimonianze. Promuovere l’idea che il presente sia esito del passato e che una piena rielaborazione di ciò che è stato sia necessaria a riparare le ferite della Storia. 2.Educazione linguistica e letteraria: Proporre, attraverso il confronto con l’autrice, la comprensione di come si articola il lavoro di scrittura nel caso di “finzioni” che, come il romanzo in esame, ancorano l’invenzione alla realtà storica, rielaborando in chiave contemporanea la lezione inaugurata dal romanzo storico ottocentesco. 3.Promozione della lettura: Attraverso il dialogo e il confronto con l’autrice e sulla scorta della bibliografia e filmografia suggerita, stimolare l’interesse degli studenti per la narrativa e il cinema del secondo Novecento e dell’età contemporanea, suggererendo nell’approccio ai testi l’attenzione al carattere dinamico della relazione tra biografia e Storia, tra ricordo (personale, soggettivo) e Memoria (corale, articolata, collettiva).

Tempistiche

Si prevede un solo intervento della durata di 1 ora e mezza/ 2 ore, in presenza di una o più classi. La data dell’incontro sarà concordata direttamente dai soggetti coinvolti.

Materiali messi a disposizione dall’ente promotore

Una volta definito l’abbinamento, l’autrice proporrà al docente o ai docenti coinvolti un breve dossier di brani (saggi, testimonianze storiche e letterarie) e link multimediali da proporre agli studenti insieme alla lettura dell’opera. La proposta preventiva del materiale è intesa a favorire il dialogo con gli studenti, ma sarà altresì possibile impiegare l’occasione di incontro come invito alla lettura e primo step di un percorso di pprofondimento del periodo in esame.

Risultati Attesi

Libro e Autore

Ognuno riconosce i suoi, Elena Rausa