Laboratorio di fotografia sociale: "Immagina il dopo: dove le parole non arrivano"

Ente Promotore

Fondazione Benedetta D'Intino

Scuole di riferimento

Medie, Superiori

Fascia di età

11-13 anni, 14-15 anni, 16-18 anni

Dedicato a

Scuole di Milano città

Luogo

A scuola

Numero massimo iscrizioni

2

Obiettivi e descrizione progetto

Durante tutta la fase del lockdown, Il Centro Benedetta D'Intino, che si occupa di disabilità comunicativa, ha progettato una serie di servizi alla famiglia, immaginandola, proprio per le difficoltà che si andavano evidenziando in quei momenti, ancor più fondamentale nella “tenuta” dei figli. Da quest’analisi e questa impostazione, insieme cliniche e culturali, grazie alla collaborazione del fotografo Alberto Scandalitta, esperto in fotografia sociale, è nato il progetto “Aspiranti Fotografi”, un per-corso di fotografia per fratelli e sorelle di bambini seguiti dal settore di Comunicazione Aumentativa Alternativa (C.A.A.). Un'idea proposta già prima dell'emergenza Covid-19 , ma che, in quel contesto eccezionale, è diventata uno strumento straordinario per ascoltare i bisogni dei ragazzi e dare voce anche a loro. Rispetto alla fotografia sociale “classica”, si è assistito a un cambio di paradigma, perché l’obiettivo del per-corso è stato proprio questo: offrire, trasmettendo un minimo di sapere fotografico, uno spazio dove provare attraverso lo scatto a ritrovarsi, a imparare e anche a conoscere un po’ di più se stessi. L’esperienza, che ha dato importanti risultati, è poi proseguita in questi mesi chiedendo ai ragazzi che avevano partecipato al corso un ulteriore contributo nell’immaginare il loro“ dopo”. Il tutto con l’obiettivo di “costruire” un racconto generazionale di questo periodo strano, complicato e senza precedenti. E’ dai risultati raggiunti che partiamo per proporre ai ragazzi delle Scuole Medie e Superiori dei laboratori di fotografia sociale convinti che, in alcuni contesti, non esista strumento migliore della fotografia per declinare un pensiero di se’ in una immagine e provare cosi’ a raccontare la propria storia che è unica e irripetibile. Abbiamo pensato allo strumento del laboratorio fotografico perché aiuta i ragazzi ad: - apprendere le basi per poi usare in modo “intelligente “ lo strumento fotografico - esprimere in modo libero emozioni e sentimenti - capire qual è la storia che possono, vogliono o hanno bisogno di raccontare. Il format, anche in questo caso, prevede la costruzione del gruppo con il coinvolgimento, se possibile, degli insegnanti per una definizione specifica degli obiettivi in modo da determinare un percorso condiviso, utile nel tempo e coordinato con le attività didattiche della scuola. Sarà inizialmente prevista per ogni partecipante una traccia scritta (ad es. una citazione, un piccolo racconto, una propria poesia utilizzando il metodo del caviardage) e, nei successivi incontri, la trasmissione delle basilari conoscenze tecniche necessarie a scattare “buone” fotografie, cenni alle fasi di Editing e Post-Produzione e una attenzione particolare alle stampe finali. La conclusione del ciclo di incontri permetterà la produzione di un numero di storie, diverse per stile, approccio, linguaggio fotografico, ma unite da un unico obiettivo: quello di raccontare il “dopo”; il sentire degli adolescenti rispetto all'esperienza del lockdown e al suo superamento. La metodologia della Direct Instruction (se in presenza) o del ciclo di deming (se on line) aiuteranno al raggiungimento del risultato finale. In un ambito finale di restituzione i materiali prodotti potranno essere, con il supporto di esperti del settore, spunto per ulteriori riflessioni e approfondimenti su come accompagnare i ragazzi in questo periodo di passaggio tra emergenza sanitaria e post-pandemia. Attraverso la produzione e la lettura delle immagini si potrà dedicare spazio alla condivisione di esperienze personali e collettive. La fotografia sociale è un contenitore potente, capace di dare voce a chi, per diverse ragioni, non la possiede o non è in grado di usarla come vorrebbe. Con questi laboratori di fotografia ad azione sociale possiamo aiutare i nostri ragazzi a trasformare un forte disagio in una importante opportunità di narrazione delle emozioni inespresse. n.b. Tutto quanto sopra dovrà essere modulato sulla base del numero di adesioni delle classi, sul numero di giornate disponibili e su eventuali e specifiche richieste.

Tempistiche

Tre incontri per ogni classe, una giornata di restituzione, una giornata preliminare con gli insegnanti. La date sono da concordare con i docenti.

Materiali messi a disposizione dall’ente promotore

Risultati Attesi

Stampe dei racconti fotografici, altro da definire con i docenti.

Libro e Autore

Breve biografia di Alberto Scandalitta: nato a Milano, vive e lavora nella sua città. Laureato in Scienze Politiche inizia il suo percorso fotografico in modo amatoriale per avvicinarsi sempre di più alla fotografia sociale e alla didattica. Socio del Circolo Fotografico Milanese sta collaborando a diversi progetti per Fondazioni e Onlus e ha appena completato “Michelle”, un racconto fotografico sul tema della cura dell’Alzheimer pubblicato nel mese di maggio 2019 da Witness Journal, mensile di fotogiornalismo italiano. Il lavoro “il mio nome è Leonardo” è stato presentato durante la serata “Il senso del dono” a favore del Centro Benedetta D’Intino e le foto di questo progetto sono state pubblicate sul numero di giugno 2019 della rivista "Comunicare" e parte di esse utilizzate per il programma di Rai 1 " la prima volta" ( storie di donne e coraggio) e "l'ora solare" su TV 2000. Il “Sentiero del Capitano” , racconto sul Comandante Partigiano Filippo Maria Beltrami è stato finalista nel mese di ottobre 2019 per l’Italian Collection nell’ambito dell’Italy Photo Award, Festival della Fotografia Etica 2019 e pubblicato da Witness Journal nel mese di Febbraio 2020. Autore dell'anno 2020 nell'ambito del “Talent” della Fiaf ( Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) è stato, durante i mesi del lockdown, docente del progetto fotografico dedicato ai “Sibling”, percorso che ha visto coinvolti i fratelli e le sorelle dei bambini con disabilità comunicativa del Centro Benedetta D'Intino. E’ attualmente impegnato in un progetto a medio lungo termine sul tema della Sindrome di Tourette. Sue foto sono state selezionate per diverse mostre collettive. Foto e racconti si possono trovare sul Website: https://www.albertoscandalitta.it/ Istagram: https://www.instagram.com/alberto.sca/

Posti esauriti